Call of Duty: Vanguard
Recensione

Call of Duty: Vanguard

Dopo un passo non convincente Activision torna a sfornare un vero COD

7 min di lettura
8.5/10
Verdetto del redattore
Ci troviamo davanti a un titolo che torna al passato e che si lascia alle spalle una nota arcade che, sinceramente, è piaciuta poco. La fase di shooting ne esce rigenerata, molto più complessa e soprattutto con un feeling piacevole con le armi. Armi che, complice il periodo storico (1945), sono quelle classiche a cui siamo abituati: mp 40, bar, stg 44 e così via. La parte che sicuramente ne esce migliorata è dunque quella legata al comparto multiplayer, con l'inserimento tra le altre cose anche di una ventina di mappe molto ispirate, in grado di coinvolgere tutti i lati del gunplay (mappe che portano a contrasti più caotici e altre invece più riflessive). Interessantissima tra tutte la modalità Collina dei Campioni, una sorta di battle royal ridimensionata che mette alla prova piccoli team in contrasto aperto tra di loro, in mappe piccolissime e piene di ostacoli visivi. Sledgehammer dopo World War II ha sfornato un altro piccolo gioiello che merita di essere giocato, specialmente per il multigiocatore. Peccato per il singleplayer perché è veramente ispirato ma, causa una longevità ridotta, finisce per essere troppo sbrigativo.
Pros:
  • Trama della campagna ispirata e molto particolare
  • Un ritorno al passato per quanto riguarda il gunplay
  • Un netto miglioramento rispetto a Cold War
  • Tante mappe e nuove modalità nel comparto multigiocatore
Cons:
  • Campagna principale troppo corta
  • Le armi hanno bisogno di un grande bilanciamento
8.5
/10
Version analyzed: PlayStation 5 / Computer

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