Dear Esther: Landmark Edition
Qualche mese fa nelle librerie di Steam e in quelle della console si è registrata l'uscita di Everybody’s Gone To The Rapture, un gioco che ha molto affascinato la critica per la sua natura particolarmente equivoca. Una esplorazione nuda e cruda, un viaggio in una dimensione ormai perduta, vissuta attraverso frammenti e ricostruzioni reperibili lungo il cammino, condito da una grafica all'avanguardia. Forte di questa bella esperienza Curve Digital ha deciso di piazzare sul mercato un altro genere che molto deve proprio ad Everybody's Gone To The Rapture, ed alla cui realizzazione hanno partecipato anche i ragazzi della Chinese Room. Esatto, gli stessi sviluppatori del titolo a cui Dear Eshter sembra rifarsi molto.
Gli sviluppatori del gioco non cercano minimamente, ed a giusto avviso, di mascherare la somiglianza con l'ormai ben noto Everybody's Gone to the Rapture, tanto da considerare Dear Esther come un prequel spirituale dello stesso. La zona che ci troveremo a percorrere si mostrerà però da subito ben diversa da quella conosciuta nell'altro titolo, con una atmosfera anche differente che da subito richiama ad un senso di tristezza e di oscurità. Effettivamente, data la trama del gioco, l'atmosfera sembra davvero ben resa sin dal primo avvio del gioco.
Una atmosfera tagliente
Quando parliamo di Dear Esther si intende un gioco in prima persona che fa della esplorazione il suo punto di forza. Il gioco si mostra da subito nella sua vera essenza, dando davvero pochissimi elementi (se non nulli) per capire il perché veniamo catapultati su di
Ritornando al discorso "atmosfera", anche in questo caso il dualismo è praticamente chiamato. L'ambiente che ci ritroviamo a calpestare colpisce particolarmente, ed in positivo, in netto contrasto con invece gli elementi artificiali che lo popolano. Abbiamo dunque da un lato una natura quasi rigogliosa, con una vegetazione accentuata e inasprita unicamente da alcune vette di montagne che spuntano sullo sfondo, a fare quasi da cornice, dall'altra barili, libri sparsi a terra in maniera disordinata, e così via. Un contrasto voluto, che ci permette di immergerci ulteriormente all'interno delle dinamiche di gioco. È proprio l'atmosfera, e tutto l'ambiente circostante, che rappresenta i veri e propri indizi sulla storia del gioco, ampliati poi grazie ad una voce narrante ed all'utilizzo di sottotitoli che occupano la metà bassa dello schermo, a scorrimento. Non vi è la possibilità di rileggerli in un secondo momento, e questo penalizza molto chi, effettivamente, l'inglese non lo mastica poi benissimo.
Una grafica bella a metà
Dopo il dualismo a cui abbiamo fatto allusione per quanto concerne le scelte di scenario, questa volta ritorna in un aspetto in cui, invece, non sarebbe dovuto essere presente. La veste grafica convince solo per metà,
Per quanto concerne invece il comparto audio esso torna nuovamente a splendere, con suoni all'altezza ed una colonna sonora davvero interessante, composta da Jessica Curry. Da questo punto di vista, infatti, ci sono soltanto pregi e davvero nessun difetto.
Stile di gioco
Come scritto in precedente Dear Esther è un gioco in prima persona basato sulla esplorazione, attraverso cui è possibile trovare indizi su chi siamo, su dove siamo ma soprattutto sul cosa sia successo in quell'isola totalmente priva di vita. Gli indizi però, a differenza di quel che forse si potrebbe immaginare, non sono elementi interni al gioco ma il gioco stesso. In altre parole, a differenza di Everybody's Gone to the Rapture dove si poteva ascoltare i dialoghi tra altre "persone" o comunque trovare frammenti di realtà tangibili, qua gli indizi fanno parte dell'ambiente stesso, e sono portati alla luce soltanto grazie alla voce narrante che ci svela qualche tassello in più su ciò che è successo. Niente quindi oggetti da trovare e cliccare, dato che tutto avviene in maniera pressoché automatica, senza colpo ferire.
I comandi di gioco sono oltretutto molto semplici, dal momento che Dear Esther non prevede alcun tipo d'azione, ma soltanto di esplorazione. Non è stato aggiunto un modo per correre, quindi l'andatura sarà la stessa per tutta la durata del gioco. Lenta, certo, ma in grado di farci godere a pieno quella atmosfera ambigua e tagliente in cui ci troviamo a vivere. Un modo particolarmente efficace per far sì che l'esplorazione avvenga in maniera oculata e senza lasciare niente al caso.
⚖️ Pro e Contro Dettagliati
✅ Aspetti Positivi
- Trama solida ed avvincente
- Ottimo livello di narrazione
- Comparto audio all'altezza
❌ Aspetti Negativi
- Grafica imperfetta
- Mancato salvataggio dei sottotitoli