Wolfenstein II: Le Gesta del Capitano Wilkins
È uscito così il terzo atto de "Le Cronache della Libertà" di Wolfenstein II, che prende il nome di "Le Gesta del Capitano Wilkins". Si tratta di un DLC che chiude il ciclo iniziato, dando una fine che abbiamo già avuto modo di ipotizzare nel corso della precedente recensione. Una chiusura in pompa magna riuscita, o un fallimento su tutto i fronti? La verità anche in questo caso, probabilmente, cade nel mezzo. Ciò che è certo è che probabilmente ci si sarebbe aspettato qualche contenuto aggiuntivo, per una longevità ben maggiore di quella rappresentata invece da quest'ultimo capitolo della saga. Tutta l'avventura, che come vedremo è ambientata in interni e mai all'esterno, può essere completata con molta calma in poco più di due orette di gioco. Davvero troppo poche, per un titolo complessivo come quello di Wolfenstein che avrebbe meritato una fine decisamente migliore. Una perla rara di questi tempi, che si è andata un po' rovinando con i DLC, di cui solo il primo ("Le avventure del pistolero Joe) davvero all'altezza.
Un setting differente dal solito
I due precedenti DLC rilasciati hanno introdotto ciascuno una storia a sé stante, ma soprattutto due personaggi di indubbio carisma. Non sarebbe stata una novità, viste queste premesse, l'introduzione di un terzo personaggio, diverso dagli altri due. La patata bollente è spettata al capitano Wilkins, che da il proprio nome
Il Sole s'è fatto nero
Il soldato americano Gerald Wilkins, che siamo chiamati ad utilizzare, è circondato al solito da una storia totalmente distaccata dagli altri due DLC, e soprattutto dalla campagna principale che ci vede invece nei panni del nostro amato Blazkowicz. Tutta la storia è orientata nel tentare di fermare la famigerata operazione nazista Sole Nero, portando quindi il nostro personaggio a calcare le terre dell'Alaska che raggiunge grazie ad un sottomarino tedesco rubato per l'occasione.
Le mappe che contraddistinguono i tre capitoli in cui è suddiviso il DLC hanno la particolarità di non svilupparsi totalmente ad un'unica altezza ma su più livelli, grazie agli stivali Battlewalker di cui è dotato. Cosa sono questi stivali particolari? In realtà anch'essi sono un qualcosa di già visto. Nella campagna principale, quella di Terror Billy, ci siamo già imbattuti in questo pezzo unico che impreziosisce la di per sé già meravigliosa armatura di cui è in possesso. Si tratta di stivali che hanno la particolarità di poter sollevare l'utilizzatore da terra di qualche metro, permettendogli di raggiungere altezze altrimenti inaccessibili. Un po' come trasformare un soldato in uno stambecco ambulante. La verticalità guadagnata dal titolo è senza ombra di dubbio interessante, ma di per sé non basta a renderlo più godibile. Certo, non vogliamo essere però del tutto disfattisti: "le gesta del capitano Wilkins" è un DLC che, rapportato agli altri due, non demerita affatto. È troppo corto e con pochissime cutscene, ma ha ereditato a gran voce l'adrenalina e lo spirito di Wolfenstein II.
⚖️ Pro e Contro Dettagliati
✅ Aspetti Positivi
- Fase shooter particolarmente ispirata
- Ritroviamo tutte le implementazioni avute con i precedenti DLC
- Conclude un grandissimo titolo della serie Wolfenstein
❌ Aspetti Negativi
- La storia ha tratti un po' banali
- Ancora veramente troppo corto
- Ufficialmente adesso Blazkowicz risulta inarrivabile per gli altri tre protagonisti