The Last Guardian
Recensione

Scritto da il 19 dicembre 2016 15:15

The Last Guardian


Dieci anni di sviluppo hanno creato un hype incredibile per questo gioco che, in molte sedi, è stato dichiarato anche dagli stessi videogiocatori come una possibile perla. Le motivazioni che si annidano dietro la convinzione di avere tra le mani una possibile certezza del mercato videoludico sono davvero molte, e soprattutto legate alla evidente capacità da parte di Fumito Ueda di creare qualcosa di particolare e poetico. Che The Last Guardian sia riuscito a creare questo senso di poesia ed a tradurlo all'interno del gioco si mostra da subito evidente sia dai primi minuti di gioco, impegnati a guadagnarci l'amicizia di Trico. Proprio quest'ultimo, con mille capricci, finisce per farsi amare e per costituire il diamante dell'intera esperienza che si cela dietro il titolo. Capita così di fermarci spesso e volentieri lungo la nostra avventura per guardarsi dietro, non tanto per assicurarci che Trico ci stia seguendo, quanto piuttosto per apprezzare la sua espressività e la sua qualità. Simpatico subito al primo sguardo, tanto da focalizzare l'attenzione su di sé piuttosto che sui vari elementi che compongono l'ambiente. È proprio la figura di Trico ad oscurare gran parte dei problemi tecnici che purtroppo colpiscono The Last Guardian, come ad esempio una brutta gestione della telecamera e di alcuni movimenti del personaggio.

La grafica del gioco è bella, mai incredibile, ma capace sempre e comunque di fare il suo lavoro. Alcune scelte stilistiche sono opinabili, come il voler rendere la figura del bambino con uno stile grafico differente rispetto al resto. Personalmente un pugno nell'occhio, come ricordato nel corso della recensione. I dettagli non sono curati nel dettaglio ma nel loro complesso ogni aspetto risulta essere sufficiente composto.

Si può quindi sicuramente definire The Last Guardian un must, un titolo da possedere non solo perché la storia narrata è incredibilmente matura e carica di enfasi, quanto anche perché esso è a tutti gli effetti uno dei titoli maggiori di tutto il 2016 e, probabilmente, di questa generazione PlayStation 4. Non vi resta quindi che gettarvi anche voi all'avventura in compagnia di Trico, questa creatura mitologica che ci ha strappato più di un sorriso e che ha finito per farci innamorare di sé.

Positive:
  • Storia soddisfacente
  • Nel complesso una buona grafica
  • Enigmi difficili ma mai impossibili
  • Il rapporto tra il bambino e Trico è poetico
  • Trico è meraviglioso
Negative:
  • Gestione della telecamera un po' problematica
  • Alcuni cali di frame su PlayStation 4 standard
  • La grafica del bambino stride con il resto
Versione analizzata: PlayStation 4 Pro
8.5
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