Tom Clancy's Rainbow Six Extraction - Orde mostruose in una modalità cooperativa altamente strategica

Recensione pubblicata da Alessandro Caluri il 20 febbraio 2022 13:49

La volontà di dar vita a un gioco diverso, ben lontano da tutti quelli a cui oramai siamo abituati a vedere, ha originato Extraction. Ubisoft, con questo nuovo titolo, ha voluto infatti prendere in mano il gioco di squadra offerto da Siege ed elevarlo all'ennesima potenza. Se in Siege oltre alla componente cooperativa però c'è la classica squadra avversaria da eliminare a furia di proiettili, di qua c'è soltanto una IA decisamente combattiva. In altre parole, Extraction è un gioco unicamente coop nel quale i giocatori devono collaborare nel tentativo di sventare la minaccia aliena, affrontando svariate missioni (ripetute) con obiettivi sempre differenti.
Dietro al nuovo titolo di Tom Clancy's c'è indubbiamente molta carne al fuoco, che però non sembra essere stata sfruttata a pieno. Le meccaniche di per sé infatti non mancherebbero, ma non sono mai state realmente sfruttate al massimo del loro potenziale. Il fatto che anche Siege inizialmente desse questa sensazione, e che poi si sia evoluto pian piano diventando un vero e proprio pilastro per il genere, lascia comunque ben sperare. Anche perché Rainbow Six Extraction altro non è che una derivante, molto circoscritta, proprio di Siege.

Il REACT si oppone alla minaccia aliena

Prima di iniziare a parlare della ambientazione di Extraction e della sua trama, dobbiamo partire da una immancabile premessa. Ubisoft non ha per niente puntato sulla narrazione, lasciando che il fulcro del gioco sia unicamente focalizzato sul teamplay e sulla difficoltà stessa offerta da una IA che non sarà brillantissima in quanto a intelligenza, ma che si dimostra frustante quando numericamente soverchiante.
Come abbiamo preannunciato, Extraction prende le mosse da Siege e lo fa anche dal punto di vista narrativo. Tutto ha inizio a causa degli Archaeans, una razza aliena parassita che attacca la terra e mette in grave pericolo tutta la popolazione umana. Una minaccia impossibile da sostenere per qualsiasi nazione, che dunque spinge quest'ultime ad organizzare il "Rainbow Exogenous Analysis & Containment Team". Il REACT, appunto. Questa squadra fortemente specializzata è quella a cui noi giocatori possiamo attingere nello scegliere operatori da mandare di volta in volta in missione. Ma chi sono questi operatori? Ebbene, il cross-over con Siege è piuttosto evidente anche in questo. Tutti gli operatori, per chi ha giocato a Siege, sono conosciuti: sì, sono stati presi proprio da lì. Non si tratta di una scelta sbagliata, del resto aver modo di poter utilizzare i personaggi che si sono apprezzati così tanto nei match PvP è dannatamente intrigante.
Forse, arrivati a questo punto, ci saremmo però aspettati un qualcosa di più dagli operatori. Allo stato attuale sembrano unicamente pedine di cui poter disporre, senza alcun approfondimento del caso. Mancano di storia, di mordente, e alla fin fine sembrano quasi piovuti dal cielo. Dal momento che in Extraction la trama è secondaria, almeno puntare sulla narrativa dei personaggi avrebbe potuto essere un ottimo compromesso.

Un'occhiata agli operatori e al sistema che ci sta dietro

Gli operatori provengono da Rainbow Siege, ma questo non significa che non meritino una menzione speciale. Per esempio, come sono stati inseriti all'interno dei meccanismi di gioco? Andiamo con gradi.
All'inizio di ogni missione è possibile scegliere l'operatore che più si desidera. Di solito la scelta dovrebbe ricadere non tanto sul piacere di giocare un operatore piuttosto che un altro, quanto dal tipo di obiettivi da dover affrontare e, ovviamente, dalla scelta dei compagni di squadra. Ogni missione viene affrontata da tre operatori e in genere conta un numero pazzesco di alieni inferociti, per cui scegliere la miglior combinazione possibile è di vitale importanza.
Ciascun operatore è caratterizzato da un'abilità unica. Possono essere di vario genere, per esempio c'è chi permette di curare momentaneamente i propri compagni, chi attiva un radar che visualizza i nemici oltre gli ostacoli, chi lancia ologrammi di sé stesso per depistare i nemici, e così via. Sì, c'è anche l'operatore di Siege con il martello che permette di rompere i muri più fragili per aprirsi varchi altrimenti impossibili. Le abilità sono la differenza principale tra un operatore e l'altro, ma non le uniche: anche il tipo d'arma è legato, in qualche modo, al personaggio. L'equipaggiamento a differenza dell'abilità può essere però cambiato a proprio piacimento, anche sbloccandolo con alcuni appositi punti che si guadagnano sul campo, eseguendo gli obiettivi e ammazzando i parassiti alieni.
Le armi sono particolarmente ispirate, anche se questo è un punto abbastanza ovvio. Se le armi non fossero state curate nel dettaglio, non staremmo parlando di uno sparatutto. La cosa che però stupisce nel sistema di gunplay è senza ombra di dubbio il fatto che il feedback delle armi sia differente non soltanto a seconda della sua tipologia (assalto, pistole, fucili a pompa, etc), ma anche dei modelli. Ci sono alcuni fucili d'assalto (per esempio, ma vale per tutte le tipologie) che hanno un modo di sparare di molto differente da altri modelli della stessa classe, rendendoli più adatti a un tipo di gioco piuttosto che un altro.
Una meccanica di gioco legata agli operatori è quella relativa ai punti esperienza. Ciascun operatore è dotato di un livello, che può essere aumentato semplicemente giocandolo nelle varie missioni. Più il livello di un operatore è alto, più sono le armi che è possibile sbloccare e tra cui, poi, è possibile scegliere. Ma attenzione: non è praticamente possibile livellare perennemente lo stesso personaggio. Ogni volta che l'operatore viene ferito in missione, infatti, torna nel pool dei personaggi da ferito, quindi con del tempo da dover passare prima di tornare operativo al 100%. Mandare in missione un operatore che non ha la vita piena è una follia, quasi un suicidio dichiarato.
Se un operatore cade in missione, e i suoi compagni di squadra non riescono a estrarre il suo corpo, diventa automaticamente disperso. Per recuperare un operatore disperso è necessario avviare una nuova partita e, con un altro operatore, svolgere una missione particolarmente complessa. Se l'operazione ha esito positivo si riesce a recuperare il personaggio andato perduto, ma se malauguratamente fosse confermata la sua morte... tranquilli, tornerà comunque indietro nel vostro pool, sebbene a un prezzo. Il prezzo è, di fatto, la metà dei punti esperienza.

Missioni e alieni

Le partite come detto sono strutturate generalmente per tre operatori, salvo la possibilità di lanciarsi anche in solitaria in mezzo ai nemici. Andare da soli è praticamente un suicidio e di fatto va contro la struttura stessa del gioco (pensata appunto per una fortissima collaborazione tra le parti), ma alle volte lo si può preferire a essere associati a perfetti sconosciuti. Se non si gioca con due amici è praticamente obbligatorio infatti affidarsi alla fortuna nel matchmaking, sperando di incontrare un player magari meno bravo, ma che comunque è in grado di collaborare e non corre tra i vari obiettivi sparando come un forsennato.
All'interno di una partita di Extraction ci sono sempre tre obiettivi che vengono selezionati random dal gioco; gli obiettivi sono tredici e quindi, come vien logico pensare, vengono spesso ripetuti. La variabile che sottintende questo meccanismo sta nell'ordine in cui appaiono, così come nel luogo in cui avviene la missione. È possibile infatti selezionare, al momento di avviare la partita, il setting in cui si intende scendere in missione. Ogni "location" da affrontare ha diverse zone al suo interno, così come obiettivi da dover svolgere per far progredire la ricerca e sbloccare equipaggiamento/ottenere punti esperienza extra. Gli obiettivi possono essere di vario genere, ma di solito fanno sì che si debba preferire un tipo di approccio piuttosto che un altro, finendo inevitabilmente per stravolgere l'andamento di una partita.
Gli alieni presenti in Extraction sono di vario genere, da quelli più semplici a quelli più complessi. Tutti, però, traggono la loro forza principale da un aspetto comune: il numero. Affrontare a viso aperto una missione è distruttivi e non paga minimamente, ecco perché è importante agire perlopiù stealth e collaborando con gli altri. Anche perché, per svolgere alcune missioni, lo stealth è impossibile. Quando la fase stealth decade ci sono vere e proprie orde di alieni che avanzano verso gli operatori, quindi cercare di posizionarsi al meglio e utilizzare totalmente il proprio equipaggiamento è l'unica scelta vincente. In un gruppo di amici che può collaborare a voce è una cosa fattibile e incredibilmente divertente, ma con sconosciuti... diciamo molto meno.
Come detto ogni partita è divisa in tre obiettivi; questi obiettivi sono differenti tra loro, di difficoltà crescente e, ovviamente, separati. Qualora si riuscisse a superare il primo obiettivo, ma la squadra fosse messa male a causa di troppi danni ricevuti, è per esempio possibile mettersi d'accordo e andare al punto d'estrazione, terminando preventivamente la partita. Certo, i successivi due obiettivi risulterebbero falliti, ma almeno si potrebbero riscuotere i punti totalizzati fino a quel momento e, cosa più importante, non rischiare di perdere gli operatori. A volte sapere quando fermarsi non è soltanto saggio, ma addirittura vitale.

 

Tom Clancy's Rainbow Six Extraction

Con Rainbow Six Exctraction ci troviamo di fronte al classico gioco che ha cercato di innovare un genere ma che non ci ha creduto abbastanza. Le premesse per essere un gioco completo ci sono, e sono anche addirittura intriganti, ma Ubisoft non sembra aver voluto fare il passo decisivo in quella direzione. Ci troviamo davanti un titolo giocabile, divertente, ma che è povero e alla fine anche abbastanza ripetitivo. Le missioni da fare alla fine sono quelle e si ripetono svariate volte, andando soltanto a cambiare l'ordine delle cose. Certo, c'è sempre la casualità dovuta al numero e al posizionamento degli alieni, ma è un po' troppo poco per evitare quella perenne sensazione di ripetitività. La meccanica relativa agli operatori, che concede di scambiarli spesso tra loro a causa delle ferite, è un vero toccasana per il gameplay. Poco importa se ci sono operatori probabilmente più utili di altri, perché alla fine si è quasi obbligati a utilizzarli tutti. Del resto, uscire da un ciclo di missioni con la vita al 100% è molto complesso. In definitiva possiamoa ffermare che Extraction è un titolo che ancora deve trovare la sua metà mancante. Fa divertire e intrattiene, ma allo stato attuale non può essere consigliato. Deve fare quel passo avanti che Siege, nel tento, è riuscito a fare. Ubisoft avrà lo stesso coraggio anche con un titolo unicamente cooperativo come Extraction? Noi speriamo di sì, ma rimane tutto da vedere.

Pro:
  • Gameplay unico nel suo genere
  • Finalmente una componente esclusivamente cooperativa
  • L'ambientazione e la sua resa grafica è fantastica
  • Il numero soverchiante di alieni rende ogni missione mortale
Contro:
  • Pochissime cose da fare all'interno delle missioni
  • Alla lunga estremamente ripetitivo
  • Affidarsi al matchmaking per completare la squadra è come giocare al lotto
Versione analizzata: Computer