Assassin's Creed: Valhalla -  L’assedio di Parigi
Recensione

Assassin's Creed: Valhalla - L’assedio di Parigi

Dopo l'Irlanda è il turno del regno Franco a entrare nelle mire di Eivor

5 min di lettura
7.9/10
Verdetto del redattore
Ci troviamo davanti a un DLC molto più godibile rispetto all'Ira dei Druidi, non tanto per le novità offerte (che invero sono davvero poche) quanto per la qualità complessiva della narrazione. Gli eventi narrati dal DLC sono davvero ben tratteggiati, complice la presenza di png comprimari che finalmente hanno una caratterizzazione degna di nota. Primeggia tra tutti la vichinga Toka, che sin dalle prime battute si mostra piena di carattere e soprattutto con tante sfaccettature, che meritano di essere esplorate all'interno di tutto l'arco narrativo. Ma non soltanto Toka e i vichinghi "alleati" sono ben caratterizzati, perché anche l'infamissimo Carlo il Grosso ha tutte le carte in regole per essere un ottimo personaggio, così come sua moglie Riccarda. La mappa di gioco è più ristretta e meno "bella" (artisticamente parlando) rispetto all'Irlanda e all'Inghilterra, ma offre comunque discreti scorci interessanti. Il livello consigliato dal gioco per affrontare questo DLC è il 200, ma anche se si fosse di livello superiore i nemici saranno all'altezza, complice il fatto che andranno a migliorare pari-passo con Eivor.
Pros:
  • Caratterizzazione finalmente positiva dei personaggi
  • Arco narrativo molto intrigante
  • Poche ma interessanti aggiunte al gameplay
Cons:
  • Quest-line principale troppo corta
  • Mappa di gioco abbastanza ristretta
  • I ribelli potevano essere gestiti meglio
7.9
/10
Version analyzed: PlayStation 5

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