NBA 2K21 - Nuove meccaniche di tiro per un gioco non del tutto rinnovato

Recensione pubblicata da Alessio Giuffrida il 17 settembre 2020 12:27

Ormai è un appuntamento fisso quello con la serie di NBA targata 2K, che puntualmente trova la sua uscita nel mese di settembre. Se il 2019 e il 2020 per la serie sono stati anni di transizione, tanto da prevedere un totale rinnovamento per il 2021, potremmo in realtà rimanere delusi. Il cambiamento non c'è, il gioco è rimasto quasi del tutto uguale all'edizione passata, andando a migliorare alcuni aspetti che, in effetti, meritavano di essere ritoccati. Nel complesso però il titolo non ha subito quei rimaneggiamenti che molti si stavano auspicando, di fatto lasciando una impostazione che comunque, per quanto vecchia possa essere, continua a convincere. Potremmo anche vederla sotto l'egida del "gioco vincente non si cambia". C'è da dire però che nba 2k21 uscirà ben presto anche sulle console di nuova generazione, PlayStation 5 e Xbox Series X; forse, e marchiamo il forse, grandi aggiunte saranno proprio in concomitanza con quell'uscita?
Il punto fermo dell'intero titolo 2K21 rimane ancora una volta la storia. Gli sviluppatori hanno dimostrato ormai da diversi anni di sapere fare autentiche magie da questo punto di vista, creando carriere incredibilmente toccanti e davvero molto entusiasmanti, capaci di coinvolgere. Nell'attesa di sviscerare meglio il gioco, non ci resta così che decantare come ancora una volta gli appellativi di migliore simulazione di basket, e quello di migliore simulazione sportiva, siano in effetti a dir poco calzanti.

L'ombra di un talento incompiuto

La modalità "La Mia Carriera" è quanto di più bello si possa volere da un videogioco sportivo. Come ormai da anni, anche in questa edizione riesce a toccare le corde emotive del giocatore, proponendogli una scalata epocale dal college fino al palcoscenico più ambito, quello della nba. Ci troviamo nei panni di un ragazzo di nome Junior, altamente personalizzabile attraverso l'editor in game, che sin da subito viene identificato come uno dei migliori prospetti del basket americano. Lo stesso allenatore, interpretato dal noto attore Djimon Hounsou, cerca di far capire al giocatore di poter valere molto e di essere capace di dire la propria anche in ambienti più competitivi. Come è logico pensare la strada verso il successo, quindi verso l'nba, è sempre in salita. Il draft è combattuto e Junior necessita di ritagliarsi uno spazio importante, giocando contro squadre di basso livello per poter catturare l'attenzione degli agenti delle altre squadre. In qualche modo è anche chiamato a superare due ostacoli abbastanza ostici: l'ombra incombente del padre e quella di un vecchio amico. Il vecchio amico, interpretato da Jesse Williams, è la vera e propria star del draft; una commistione di talento ed estro che di fatto lo proietta ad essere il cestista più ambito dalle squadre. Più pesante però, soprattutto a livello psicologico, è l'ombra del padre. Proprio come Junior anche il suo vecchio era definito come un talento cristallino del college, che però non è mai riuscito a superare il grande scoglio del professionismo. Questa condizione di "incompiuto" che gravita attorno al padre di Junior si riflette anche su quest'ultimo, alimentando insicurezze e domande scomode da parte della stampa.
La storia che è alla base della carriera prende le mosse da tutto questo, ma è in realtà incredibilmente più complessa. A rendere più appagante la storia c'è senza dubbio la riconferma delle scelte morali, che fan sì che la storia possa -parzialmente- essere modificata. Fare una scelta piuttosto che un'altra fa sì che vengano raggiunti alcuni bonus o alcuni malus, gravando davvero tantissimo sulla sensibilità del giocatore. La longevità, proprio grazie alle scelte morali, ne esce drasticamente incrementata.
La prima parte della carriera, ossia la fase iniziale della storia di Junior che lo conduce fino alla selezione del draft, è una specie di macro iniziazione a quello che sarà poi il gioco. Non è un caso che, prima di sbloccare il famoso "Quartiere", è necessario portare a compimento questa prima fase. Certo, per chi non fosse interessato alla carriera rimane la possibilità di saltare la prima parte e andare direttamente al quartiere, ma... perché? I gusti non sono certo motivo di disputa, ma è fuori da ogni dubbio che si perde un bel gran pezzo di contenuto.

La modifica più essenziale: il tiro

Eccoci arrivati al punto più particolare di tutta l'edizione nba 2K21: la meccanica di tiro. La meccanica che sottintende al tiro è stata pesantemente modificata, abbandonando il tasto di tiro (su PlayStation il quadrato) per usufruire invece dello stick analogico destro. Se nella meccanica vecchia si doveva capire quando premere e rilasciare il tasto di tiro, qua è invece più importante prendere la mira. Grazie a una specie di semicerchio si può capire la direzione del tiro, quindi aggiustarla al meglio per centrare il canestro e portare importanti punti alla propria squadra. Mentre la levetta della direzione del tiro scorre, è necessario anche centrare il punto centrale perfetto, così da ottenere un tiro estremamente preciso. Detta così sembrerebbe una semplificazione, ma invece non è così: il sistema di tiro è adesso infinitamente più complesso, tanto che i videogiocatori hanno chiesto a gran voce una modifica. Visual Concept ha così rimesso mano proprio ultimamente alla meccanica di tiro, andando a renderla un poco più semplice, anche e soprattutto per le difficoltà di gioco più basse. La difficoltà di tiro c'è da dire che è rimasta, è palpabile, ma con un po' di esperienza e con un po' di sano allenamento non si tratta di uno scoglio insormontabile. Anzi, forse proprio grazie a questa nuova fase di tiro si può essere più appagati, grazie alla difficoltà intrinseca nel tener sotto controllo tutti quegli aspetti.
La vecchia meccanica di tiro non è in realtà sparita del tutto; è possibile, lo si capisce subito, utilizzare il tasto a pressione come nelle altre edizioni. Il problema di fondo è che tenere premuto quadrato e rilasciarlo quando l'indicatore raggiunge una piccola porzione di linea è incredibilmente lento. Il tempo di fare quel piccolo mini-gioco di tiro che prontamente un avversario si pone tra il proprio giocatore e il canestro, impedendo un tiro pulito. Vien da sé, proprio per questo motivo, che un novizio o un giocatore di vecchia data debbano per forza di cose cercare di capire il nuovo sistema di tiro e provare a padroneggiarlo quanto prima.

VC Coins per migliorare e non solo

Cosa sono i VC Coins? Sono una specie di valuta ingame che è possibile o acquistare dallo store, oppure gratuitamente giocando. Quando nella modalità carriera si porta a compimento una partita, si ottiene una quantità variabile (dipende dalla valutazione e da molti altri fattori) di VC che possono essere utilizzati per migliorare il proprio giocatore e renderlo così più forte e incisivo sul rettangono di gioco. In qualche modo migliorare il proprio personaggio è fondamentale, visto e considerato che nella modalità Quartiere sarà il proprio Junior a gareggiare con le altre persone, in una modalità multigiocatore che necessità però di qualche aggiustamento, specie a livello di matchmaking.
Fin qua in effetti non ci sarebbe niente di male, se solo non fosse che gli stessi VC vengono impiegati in un'altra modalità molto apprezzata, ossia La Mia Squadra. La modalità "La mia squadra" è quanto di più simile ci possa essere alla Fifa Ultimate Team, dal momento che è possibile acquistare pacchetti per ottenere carte di giocatori e comporre così la propria squadra dei sogni. Rispetto all'edizione passata, anche ne La Mia Squadra ci sono state delle aggiunte abbastanza importanti, atte a renderla un po' più viva rispetto al passato. I ragazzi di nba 2K21 hanno infatti immesso nella modalità una vera e propria serie di competizioni nuove, con eventi che si susseguono in maniera perioda per renderlo sempre al passo con i tempi e non risultare mai troppo noioso.

NBA 2K21

NBA è una serie che davvero non ha bisogno di presentazioni, dal momento che è uno dei giochi sportivi più conosciuti e più apprezzati al mondo. Il motivo dell'apprezzamento è abbastanza evidente, lo si può riscontrare da subito, sin dal primo avvio. Si presenta con una grafica a dir poco eccezionale, che con l'avvento della PlayStation 5 e della Xbox Series X può solo che migliorare ancora di più. La modalità storia non solo è solida e avvincente, ma è anche capace di una narrazione che difficilmente ci si potrebbe aspettare da un videogioco. Il sistema di tiro, rinnovato all'osso, è molto complesso ma dopo averlo padroneggiato si rivela probabilmente superiore al precedente, proprio perché permette una realizzazione più rapida e più immediata. I movimenti dei giocatori non sono stati rivoluzionati, ma hanno subito comunque delle modifiche interessanti, dato che sembrano rispondere meglio sul campo di gioco. L'intelligenza artificiale ha fatto qualche passo avanti in più, anche se non è raro vedere alcuni giocatori rimanere fermi immobili da un lato del campo se pressati pesantemente, ad aspettare anche diverso tempo, come fossero freezati. Dato che i rinnovamenti sono stati molto risicati, è un titolo che ci sentiamo fortemente di consigliare soltanto a chi è davvero un fan della nba. Chi ha il 2K20 e non è un grande appassionato del basket, ma un giocatore saltuario, potrebbe anche optare per non acquistarlo.

Pro:
  • Movimenti aggiuntivi e più realistici
  • La storia continua a brillare di luce propria
  • Meccanica di tiro molto più incisiva
  • Continua a essere il miglior gioco sul basket
Contro:
  • Davvero pochissime aggiunte
  • La gestione dei VC continua a non convincere
Versione analizzata: PlayStation 4 Pro
8.2

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