Project CARS 3 - Dopo molto rigore ci si affaccia anche ad aspetti più arcade

Recensione pubblicata da Alessandro Caluri il 9 settembre 2020 14:40

È incredibile come i giochi di corse sappiano rinnovarsi velocemente, soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico. La grafica ha ormai rasentato il fotorealismo, tanto per le vetture quanto per i tracciati. Eppure, generalmente, ci sono molte cose che andrebbero riviste e migliorate, per creare un prodotto quanto più possibilmente affine ai desideri dei giocatori. Se c'è una software house che è molto attenta a tutto questo è proprio la Slighty Mad Studios, che da anni a questa parte punta tantissimo sul realismo, non soltanto per quanto riguarda la grafica, ma anche tutti gli altri aspetti delle corse. Diversamente da altri titoli Project Cars 3 cerca il più possibile di essere aderente alla vita di tutti i giorni, cercando quindi una simulazione realistica che possa essere appagante. Togliendo tutti gli aiuti si ha davvero tra le mani un solido simulature di guida, capace di far divertire per la sua "pesantezza" e la sua assoluta difficoltà. Rimane da capire se però Slighty Mad Studio è riuscita a combinare al meglio questo amore per la simulazione, ma al contempo anche offrire un titolo capace di divertire, che non finisca per annoiare nel corso di pochi giorni. Se ci è riuscita o meno lo scopriremo in questa recensione, esaminando passaggio per passaggio quello che Project Cars 3 è in grado di offrire ai videogiocatori.

Simulazione all'ennesima potenza

Non è una novità che Slightly Mad Studios sia molto attenta allla simulazione, di fatti ogni nuova vettura che viene inserita all'interno del gioco deve sempre corrispondere alla perfezione a ciò che è nella realtà. Chiaramente non ci stiamo riferendo unicamente al lato estetico, che è abbastanza ovvio, ma anche e soprattutto a quello tecnico. Ogni auto che si utilizza, a prescindere dalla categoria a cui appartiene, deve restituire al videogiocatore un feedback particolare, che la renda unica e "reale". Togliendo qualsiasi aiuto di guida e mettendoci al volante di una macchina da corsa è possibile notare come il peso influisca pesantemente sulla sterzata, come un componente particolare possa davvero fare la differenza, rendendo quella vettura più affine al proprio stile di guida.
Sebbene rispetto ai precedessori Project Cars 3 abbia dato leggerissimi segni d'avvicinamento anche a una guida più "arcade", il titolo rimane fortemente improntato alla simulazione. Proprio questo aspetto simulativo del prodotto rilasciato da Bandai Namco, fa sì che sia molto consigliato l'uso di un volante. Usare mouse e tastiera (ci è stata fornita una chiave PC), o usare un joypad (qualora avessimo testato la versione console), non riesce per forza di cose a garantire la stessa sensazione del volante. Sembra banale ricordarlo, ma è così.
Non appena si avvia per la prima di volta il gioco, ci viene chiesto se intendiamo avere un'esperienza aderente alla simulazione, o se preferiamo avere -come ricordato- un approccio più arcade e spensierato. La modalità principiante risponde perfettamente a quest'ultima esigenza, infatti non appena settata va ad attivare una serie di aiuti, che possono poi essere disattivati manualmente in seguito.

Tanti contenuti rispetto a prima

La serie di Project Cars 3 non è mai stata povera di contenuti, specie quando si parla del parco macchine. Ci sono numerose autovetture, delle più disparate aziende produttrici, che garantiscono la possibilità di cambiare spesso, anche rimanendo all'interno della stessa categoria. Rispetto al capitolo precedente sono state eliminate le divertentissime gare di Go Kart, sacrificando così quella categoria inusuale di guida per soppiantarla con un numero maggiore di automobili. Sebbene si potrebbe storcere il naso davanti all'eliminazione di un contenuto, preferendo magari un arricchimento, c'è da dire che la mancanza non si fa sentire. È vero, i Go Kart erano molto divertenti proprio per il loro modo quasi unico di affrontare i tracciati, ma erano anche abbastanza fuori contesto rispetto a tutto il resto. Il fatto che siano stati soppiantati da un numero ancora maggiore di auto (che è passato dai 189 di PC2 ai 211 di PC3) è in realtà un elemento più che positivo.
Oltre a un aumento quantitativo dei mezzi da poter acquistare e usare, sono aumentate anche le modalità che è possibile giocare oltre alla classicissima gara. La modalità forse più interessante e ispirata tra quelle nuove è Breakout, che consente di abbandonare uno stile di guida molto ordinato per fare invece spazio a curve assassine e sterzate ai limiti della legalità. In Breakout il giocatore è chiamato a lancaire le automobili a velocità folli nel tentativo di superare barriere a velocità e totalizzare così una montagna di punti. Queste barriere non si trovano su un rettilineo, ma gli sviluppatori si sono divertiti a metterle soprattutto in curve o in zone dei tracciati ad alta percentuale di errore. Dovendo superare queste barriere in velocità frenare è quanto meno sconsigliabile, da qui la necessità di prendere curve dando gas a manetta, o comunque fare movimenti che farebbero accapponare la pelle a chiunque. Si tratta quindi di una modalità infinitamente più leggera, che trascende la serietà di un gameplay fortemente orientato alla simulazione.
Nuove modalità le possiamo anche riscontrare nel multiplayer, dove oltre alle consuete e classiche gare è possibile gareggiare in circuiti infinitamente più competitivi. Ci stiamo riferendo senza dubbio agli eventi programmati dagli sviluppatori, dove mettono di fronte ai giocatori delle gare molto più lunghe. Durante l'attesa dell'evento i giocatori hanno la possibilità di effettuare dei giochi a tempo, in base a questi migliorare il loro piazzamento sulla griglia di partenza. Non mancano ovviamente modalità più accessibili, come ad esempio le consuete gare a tempo per superare i vari record siglati dai giocatori. Tutte modalità che spingono, nel multiplay, a superare i propri limiti e migliorare sempre di più.

Qualitativamente al passo con i tempi

Dopo aver condotto un excursus su quelle che sono le modalità di gioco e i feedback quando si è al volante di una vettura, non rimane da chiarire qual è invece l'impatto visivo. Non possiamo negare che anche in questo caso ci troviamo davanti a un prodotto molto curato e interessante, soprattutto per quanto riguarda la cura dei dettagli delle automobili, così come quelle dei tracciati. Ancora una volta c'è invece scarsa attenzione allo scenario attorno alla gara, dove alcune imperfezioni sono visibili e finiscono per stridere con l'ottima realizzazione grafica del titolo. Se proprio volessimo essere pignoli -e ovviamente lo siamo- c'è anche un altro aspetto grafico che riesce a convincere poco: gli interni. Chiariamoci: sono fatti bene, non c'è niente di troppo fuori posto. Eppure, nonostante siano ben realizzati, appaiono inevitabilmente sottotono rispetto a tutto il resto.

Project CARS 3

Project Cars 3 è un titolo che eredita a mani basse tutto quello che di buono avevano i predecessori, non tradendo così la base di fan che lo acquista -e lo ama- proprio per il suo lato più simulativo. L'aggiunta di qualche aiuto per facilitare i nuovi giocatori non deve infatti trarre in inganno: sono finalizzati soltanto a quelli più nuovi, o che comunque prediligono un livello di sfida molto meno impegnativo. Graficamente e tecnicamente è ai passi con i tempi e con tutti gli altri titoli di guida, non arrivando però quasi mai a brillare più del dovuto. Ottima la quantità di vetture che è possibile mettere nel proprio garage e provare, sfrecciando nei più disparati circuiti. La varietà di certo non manca a Project Cars 3, su nessun aspetto.

Pro:
  • Graficamente e tecnicamente al passo con i tempi
  • La modalità Breakout è fenomenale
  • Gran mole di contenuti
  • Multigiocatore valido e divertente
Contro:
  • Qualche dettaglio grafico da rivedere
  • Sfide spesso monotone
Versione analizzata: Computer
7.0

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