Death Stranding Recensione

Scritto da il 2 agosto 2020 12:30

Death Stranding


Death Stranding è il gioco più folle a cui ultimamente si potrebbe aver giocato. Il genio di Kojima ha avuto carta bianca e questo lo si può notare lungo tutto l'arco narrativo, soprattutto a partire dalla fine del terzo capitolo. Il vero pezzo forte è proprio la trama, complessa e di difficile comprensione, ma che riesce a stupire a suon di elementi apparentemente casuali, ma che poi si rivelano essere pedine fondamentali per la storia. A rendere ancora più appetibile il gioco è il cast d'eccezione, con attori di immenso talento e incredibile bravura, come Norman Reedus (nei panni del protagonista Sam) e Mads Mikkelsen. Ma in realtà ci sono molte più facce note, queste due sono forse quelle più lampanti. La conversione per computer è a dir poco eccezionale e ha aggiunto una giocabilità migliore grazie all'innesto di mouse e tastiera, che permettono di destreggiarsi al meglio tra i molti menù di gioco. Graficamente non è poi molto diverso da quello visto e ammirato su PlayStation 4, ma in realtà c'era poco da migliorare in tal senso. Molto meglio invece giocare con il frame rate sbloccato, che rende tutto Death Stranding molto più fluido e giocabile.

8.6
Positive:
  • Perché perdersi il genio di Kojima se non si ha una console?
  • Giocabilità molto migliorata grazie a mouse e tastiera
  • Giocare con il frame rate sbloccato è tutta un'altra cosa
Negative:
  • Il sistema di combattimento continua a non brillare
  • La narrazione dei primi capitoli stenta a decollare
Facebook Twitter Whatsapp Telegram