DOOM Eternal - Debellare l'Inferno sulla Terra non è mai stato così sanguinoso

Recensione pubblicata da Alessandro Caluri il 30 marzo 2020 13:49

Doom è una saga molto conosciuta e da davvero tantissimo tempo. Il motivo è evidente: ha da prima guidato, e poi in seguito rivoluzionato, un genere videoludico molto affermato. Stiamo ovviamente parlando degli sparatutto in prima persona, che ormai in linea generale mostrano tutti caratteristiche simili, con qualche accorgimento grafico-tecnico che distingue gli uni dagli altri. In alcuni casi la differenza è talmente impalpabile che, per decretare la differenza da un gioco all'altro ci si affida unicamente all'ambientazione, che almeno è semplice da modificare e far propria (nel bene e nel male!). Doom come detto è capace, a distanza di anni, di rivoluzionare un genere e renderlo talmente originale e divertente da fare urlare al miracolo. Ma attenzione, non sono le orde demoniache a rendere affascinante il titolo, neanche gli elementi splatter (che sono comunque meravigliosi), ma un gunplay rapido e adrenalinico, che punta tutto sulla velocità d'azione. L'originalità del gunplay rende Doom Eternal un gioco capace di non stancare mai, neanche nelle fasi più ripetitive, ossia quelle che mettono davanti spesso e volentieri la stessa tipologia di nemici. La storia, tra le altre cose, è spiegata alla perfezione sia attraverso i vari filmati, sia attraverso la voce narrante che si inserisce sempre al momento giusto.

Inferno in Terra

L'ambientazione di questo DOOM Eternal, che altro non è che il seguito diretto di DOOM (premiato nel 2016 come miglior gioco d'azione ai Game Awards), è piuttosto semplice: tornare sulla Terra per distruggere le forze demoniache che la hanno invasa e che ci si sono stanziate. Per farlo, oltre alle immani capacità del protagonista, si avrà a disposizione un'armatura tecnologico dal potenziale distruttivo inimmaginabile: il Praetor. Grazie a questa armatura si avrà a disposizione un gran numero di armi, che saranno sbloccabili e utilizzabili procedendo nel gioco. La prima arma a propria disposizione sarà infatti il fucile a pompa, capace di eliminare da vicino i nemici in pochissimi colpi. Più avanti, però, si sbloccheranno molti altri dispositivi di morte, come la consueta (e strabiliante) motosega, il mitragliatore e così via. Basta andare avanti, procedere nei livelli, facendosi strada a suon di sangue e morte tra le orde demoniache che cercheranno di sbarrarci la strada.
Affrontare i demoni non è mai stato più divertente, non soltanto perché il gunplay è molto adrenalico e originale, ma anche per la quantità di nemici (boss esclusi) che dovremo far fuori utilizzando tutte le armi a nostra disposizione. I nemici sono infatti più che raddoppiati rispetto a DOOM (2016) e sono adesso dotati di abilità molto variegate che non esiteranno a utilizzare per rendere la sfida ancora più complessa. Anche per questo motivo gli scontri a fuoco con i demoni non sono affatto facili, anche alle difficoltà teoricamente più basse. Ma oltre al gran numero di demoni (con ciascuno un punto debole differente), a rendere difficile la distruzione delle orde demoniache sono l'esiguo numero di munizioni. Vero, il modo per recuperarle esiste, ma non è affatto semplice e "obbliga" il giocatore a mettere in atto strategie atte al non rimanerne completamente sguarnito.
I livelli in cui è strutturato il gioco sono molto diversificati tra loro e prevedono sfide spesso interessanti. Non c'è soltanto la componente "corri e spara" tipica degli sparatutto in prima persona singleplayer, c'è anche la componente più ragionata, che vede il giocatore dover capire dove andare e come procedere. Sì, perché i livelli si sviluppano anche in altezza e mostrano quindi svariate altezze a cui operare. Come se non bastasse, a rendere più interessante la progressione nei vari livelli, vi sono anche elementi che permettono di saltare più lontano, oppure particolari condizioni delle pareti che le rende possibili da scalare, e così via. Non ci troviamo di fronte a livelli piatti, ma piuttosto vivi e ben pensati, che portano così ad alimentare il desiderio di progressione e a non cadere nella noia di un gunplay isolato e fine a sé stesso. Anche se, da certi punti di vista, potrebbero finire per rallentare un po' troppo la vera essenza portata avanti dalla serie DOOM.

Mod alle armi e distruzione mirata

Le armi che prima o poi si avrà modo di sbloccare nel corso dell'avventura sono molteplici, ma la cosa che più colpisce è che ciascuna di esse può essere modificata a sua volta attraverso l'installazione di alcuni moduli. I moduli, che possono essere sbloccati interagendo con alcuni terminali olografici sparsi per i vari livelli, sono in grado di modificare spesso e volentieri il rateo di fuoco di un'arma, ma anche modificarne pesantemente l'utilizzo. I primi due terminali, ad esempio, permettono di acquistare i due moduli acquistabili e utilizzabili per il fucile a pompa, che come detto è la prima arma del gioco. Se il fucile a pompa in situazioni normali è in grado di sparare colpi lenti ma estremamente potenti, con l'installazione dei moduli è possibile aggiungerne due utilizzi diversi. Il primo, quello forse più classico, permette di sparare gli stessi colpi ma a ripetizione, come se tra le mani si avesse un mitragliatore, ma con la potenza distruttiva di un fucile a pompa (divertimento assicurato, come potrete giustamente immaginare!). L'altro modulo si chiama invece "Bomba adesiva" e permette di lanciare in lontananza una specie di proiettile che poi, esplodendo, procura danni ad area, utile per eliminare rapidamente orde di demoni minori.
Scegliere un modulo piuttosto che un altro non è vincolante per l'arma, in quanto saranno comunque tutti acquistabili e utilizzabili. Si può inoltre cambiare un modulo con un altro direttamente in gioco, con la pressione di un tasto. Per switchare tra il normale utilizzo dell'arma e quello invece indotto dal modulo, basterà invece interagire con il pulsante destro del mouse. Insomma, qualsiasi sarà la vostra scelta, non pregiudicherà l'utilizzo dell'arma e non vi limiterà in alcun modo. Questa cosa, neanche a dirlo, aumenta di molto le potenzialità del nostro protagonista nel seminare morte e distruzione tra le orde del caos infernale.

Grandi distruzioni e feedback eccelsi

Possiamo parlare a lungo dell'ambientazione di Doom, della resa grafica dei nemici, del gunplay originale... ma tralasceremmo quello che è l'aspetto più particolare e, sicuramente, più incisivo: la fase di shooting. Sparare non è mai stato così divertente e non soltanto per il fatto che è tutto incredibilmente rapido e adrenalinico, ma proprio perché ogni combattimento riesce a essere unico, anche in presenza degli stessi nemici. Come è possibile? Semplicemente facendo quello che DOOM Eternal è riuscito a fare, ossia creare un numero eccezionale di risposte ai propri spari e alle proprie armi. Mi spiego meglio con un esempio, perché questo aspetto del gioco merita tantissimo. Se con il fucile a pompa si spara al braccio di un demone, questo braccio si spacca letteralmente, lasciando il nemico con un braccio soltanto; se quello sparo lo si fosse indirizzato al petto, probabilmente gli avremmo staccato via una grandissima quantità di pelle. Ogni colpo riesce infatti ad avere un feedback a sé stante, che permette di sperimentare nuovi approcci sia a livello di mira, sia a livello di armi. Sì, perché utilizzare un fucile a pompa fa sì che si abbiano dei danni pesanti, ma utilizzare un mitragliatore permette di vedere i nemici martoriati a ripetizione dai propri proiettili.
Se ciò non bastasse, i ragazzi di ID Software hanno calcato moltissimo la mano sulle Glory Kills. Le Glory Kills possono essere eseguite sia grazie alla potentissima motosega, sia quando un nemico è abbastanza indebolito. Se un demone è sufficientemente indebolito dai nostri attacchi, inizierà a lampeggiare di arancione o azzurro: quello è il momento giusto per interagire con lui e avviare la Glory Kill. Cos'è? Semplicemente una brevissima sequenza filmata molto cruda, in cui in base al modo in cui la eseguiamo uccide sul colpo l'avversario, facendolo in modo cruento e appagante. Uccidere i nemici in questo modo, oltre a permetterci di non sprecare importanti munizioni, fa sì che quest'ultime possano parzialmente ricaricarsi. Una sorta di intelligente motivo per incentivarle.

Nemici tenaci e bossfight

Non parleremo a lungo di questo aspetto, ma non perché ci sono poche cose da dire, ma perché non vogliamo fare alcun tipo di esempio in quanto potrebbe essere semplicemente uno spoiler. E noi di Gamelite odiano gli spoiler. Quel che si può dire è che, a differenza di un classico corri e spara, DOOM mette davanti a noi nelle fasi più avanzate dei nemici ostici da buttar giù. Contro questi nemici sparare è efficace, certo, ma porta ad un consumo di proiettili che potrebbe renderci vulnerabili in seguito anche contro i nemici più semplici. Come fare ad abbatterli? Semplicemente sfruttando i loro punti deboli. Solitamente, ad ogni nemico, il gioco offre una specie di breve presentazione; un CODEX molto intrigante che ne svela i retroscena ma anche le debolezze. Sfruttare le debolezze diventa quindi essenziale se si vuole portare a casa la vittoria e un quantitativo di munizioni accettabile per riuscire a proseguire nel gioco senza diventare delle facili prede per i demoni.
Il fatto che i nemici abbiano dei punti deboli, trasforma a maggior ragione gli scontri in qualcosa di spesso più ragionato. Una sorta di razionalità che deve trovare un punto in comune con la frenesia di scontri rapidi e spesso senza sosta. Conciliare questi due aspetti è complesso, molto arduo, ma permette di gustarsi le battaglie contro i demoni come mai successo in passato.

DOOM Eternal

Se con DOOM (2016) Id Software aveva centrato l'obiettivo a 360°, lo stesso lo si può senza dubbio dire per DOOM Eternal. La software-house ha ripreso a piene mani tutto quello che aveva inserito e lo ha ampliato sotto ogni possibile aspetto, rendendo questo nuovo titolo ancora più completo e godibile. L'impianto frenetico e adrenalinico è stato mantenuto, in quanto chiave di successo del precedente titolo, ma è anche stato arricchito da un numero di nemici davvero eccezionale. Nemico che, tra le altre cose, mostrano nuove abilità e nuove forze/debolezze con cui animare gli scontri. La gestione dell'equipaggiamento è molto semplice durante i combattimenti, ma se ci si pensa è anche molta varia, in quanto permette di utilizzare non soltanto un numero molto alto di armi, ma anche di sfruttarle in diverse modalità di fuoco. DOOM Eternal è un gioco complesso, capace di offrire un gunplay di qualità ma di non scadere nella ripetizione. Ogni livello è ben disegnato e ben pensato, tanto da permettere al giocatore di potersi destreggiare ad ogni livello di sfida. I livelli di difficoltà si possono modificare in qualsiasi momento della campagna e non influenzano la velocità dei proiettili o il numero di demoni, ma soltanto i danni inflitti dai nemici e l'utilizzo più frequente di attacchi pesanti ai nostri danni. Per il resto, il suggerimento è senza dubbio quello di provare DOOM Eternal, poiché è sicuramente in grado di offrire uno stile di gioco unico e divertente, capace di divertire e far divertire.

Pro:
  • Gunplay frenetico e adrenalinico
  • Ogni sparo riesce a mostrare un feedback a sé stante sui nemici
  • Molta varietà tra i demoni
  • I moduli delle armi influiscono pesantemente sul loro utilizzo
  • Graficamente eccezionale
Contro:
  • Qualche elemento di contorno di troppo nella campagna
  • Si sarebbe potuto osare di più sulla storia
Versione analizzata: Computer
9.0

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