Wolfenstein: Youngblood
Recensione

Wolfenstein: Youngblood

Non una transizione ma un insolito continuo nel mondo nazista

6 min di lettura
7.6/10
Verdetto del redattore
Wolfenstein: Youngblood è un vero e proprio titolo a sé stante e, anche se di transizione, riesce brillantemente a poter dire la propria, specie su alcuni nuovi elementi di gameplay. Ci stiamo riferendo soprattutto all'impianto multigiocatore cooperativo, capace di stimolare l'intesa ed il divertimento, con la possibilità di affrontare la campagna principale in compagnia di un amico. Tutta l'intera campagna, dall'inizio alla fine, è stata pensata per giocare in coppia, con la possibilità di organizzarsi al meglio e di sfruttare un'arsenale piuttosto che un altro. La possibilità di spartirsi l'arsenale iniziale tra le due gemelle, Sophia e Jessica, la dice lunga su questo. Youngblood è quindi un titolo estremamente valido, che forse serve anche da trampolino di lancio per gli sviluppatori per la produzione del Wolfenstein che, di fatto, chiuderà la saga del partito nazista come unico padrone del globo. Come detto in corso di recensione, chi affronta questo titolo solo perché pensa possa essere "fondamentale" ai fini dell'ultimo Wolfenstein, si sbaglia di grosso. I riferimenti all'interno della trama di gioco sono quasi esclusivamente orientati al passato, quindi alle gesta del mitico ed intramontabile Blazkowicz, con davvero pochi che cercano di guardare avanti, aprendo spiragli alle possibilità del titolo che verrà.
Pro:
  • Il gunplay continua a essere uno dei top di gamma
  • Interessante gestione del multigiocatore cooperativo
  • Ambientazione come sempre al top
  • Graficamente e tecnicamente intrigante
Contro:
  • La storia è banale e superficiale in molte parti
  • Si presta un po' male in singleplayer
  • Avremmo voluto più riferimenti al futuro epilogo della serie
7.6
/10
Versione analizzata: Computer e PlayStation 4 Pro

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