OD di Hideo Kojima: un horror che potrebbe rivoluzionare il genere, ma nessuno sa se funzionerà
Che cosa succede quando un maestro del videogioco decide di spingersi oltre i confini del convenzionale? Hideo Kojima, noto per aver ridefinito i generi con Metal Gear e Death Stranding, ora si imbarca in un progetto che promette di essere radicalmente diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora: OD.
Durante un’intervista concessa ad Ananweb per celebrare i dieci anni di Kojima Productions, Kojima ha lasciato più domande che risposte. Ha definito OD un’opera talmente unica da non sapere nemmeno se “funzionerà”. Una dichiarazione che suona quasi come un’avvertenza o una sfida lanciata a sé stesso e al pubblico.
Non si tratta del solito horror. OD vuole scardinare i modelli tradizionali, riscrivendo da zero il concetto di “service model” nel gaming. Se con i suoi titoli precedenti Kojima ha innovato mantenendo alcune strutture riconoscibili — come il gameplay stealth di Metal Gear o la consegna aperta di Death Stranding — questa volta il percorso è tutt’altro che tracciato.
Il trailer già rilasciato è disseminato di indizi, ma nessuno è in grado di ricostruire con certezza l’esperienza di gioco. Si parla di un’avventura horror in prima persona che potrebbe richiamare la vena inquietante di P.T., il leggendario teaser del mai nato Silent Hills, ma con un approccio completamente diverso, forse addirittura divisivo.
Da sottolineare anche il prestigioso cast coinvolto, con nomi come Sophia Lillis, Hunter Schafer e Udo Kier, che suggeriscono un progetto che punta a fondere cinema e videogioco, trasformando OD in un’esperienza audiovisiva più che in un semplice titolo da giocare.
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