Larian usa l'IA per Divinity: Vincke chiarisce i limiti
"Penso che tre o quattro anni siano molto più sani di sei." - Swen Vincke, CEO di Larian Studios
Larian Studios, acclamata per Baldur's Gate 3, sta integrando strumenti di intelligenza artificiale generativa nello sviluppo del prossimo capitolo della saga Divinity. La rivelazione arriva da un'intervista rilasciata dal CEO Swen Vincke a Bloomberg, in cui spiega come lo studio stia ottimizzando i processi produttivi per accorciare i tempi di sviluppo.
Vincke ha sottolineato che l'IA viene impiegata in fasi preliminari come l'ideazione e la creazione di concept art. Tuttavia, ha precisato che tutto il contenuto finale del gioco sarà realizzato a mano dagli sviluppatori, senza elementi generati artificialmente nel prodotto finito. Questa scelta riflette un approccio cauto, mirato a supportare la creatività umana senza comprometterne l'autenticità. Nonostante l'entusiasmo per questi tool, Vincke ha ammesso che non hanno ancora prodotto miglioramenti significativi in termini di efficienza.
Il nuovo Divinity si annuncia come un RPG a turni, erede diretto dei successi di Divinity: Original Sin e Baldur's Gate 3. Vincke ha descritto il progetto come "noi stessi liberati", indicando un'ambizione senza vincoli creativi. Per accelerare lo sviluppo, Larian sta abbandonando il workflow lineare: i team lavorano ora in parallelo su elementi narrativi e altri aspetti, riducendo i colli di bottiglia che avevano rallentato progetti passati, inclusa la pandemia durante Baldur's Gate 3.
Sui tempi, il CEO prevede un ciclo di produzione più breve rispetto ai sei anni di BG3, puntando a un lancio in early access. Sebbene un debutto nel 2026 appaia improbabile, una finestra del 2027 sembra realistica, considerando che lo sviluppo è in corso da circa due anni, dopo l'abbandono di un sequel di Baldur's Gate 3 all'inizio del 2024.
Queste strategie rappresentano un'evoluzione per Larian, che cerca di bilanciare innovazione tecnologica e artigianalità, in un settore dove l'uso dell'IA genera dibattiti accesi. Il ritorno al marchio Divinity promette di capitalizzare sulle meccaniche cooperative e sulla profondità ruolistica che hanno definito lo studio.
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