Bloodborne Remake: Sony smentisce, mai proposta a Bluepoint
"Con la chiusura di Bluepoint Studio, credo che sia arrivato il momento giusto per condividere una cosa. Sony mi ha inviato una lettera di diffida riguardo al mio secondo progetto di realizzare un remake di Bloodborne." - Thomas Foulquier, sviluppatore indipendente
Sony non ha mai contattato Bluepoint Games per un remake di Bloodborne. Questa rivelazione emerge dalla chiusura dello studio, specializzato in rifacimenti di successo come Demon's Souls e Shadow of the Colossus, annunciata di recente e effettiva a marzo 2026. La notizia arriva in un contesto di delusione diffusa tra i fan, che da anni attendono una versione aggiornata del classico FromSoftware del 2015.
Thomas Foulquier, sviluppatore indipendente francese, ha pubblicato su X la lettera di diffida ricevuta da Sony nel novembre 2024. Il documento intimava la cessazione immediata del suo progetto fan-made, un piccolo gioco derivato ambientato nell'universo di Yharnam. All'epoca, Foulquier interpretò la mossa come segnale di un remake ufficiale in sviluppo, possibilmente affidato a Bluepoint in vista del lancio di PS6.
"Ero incredibilmente entusiasta di questo progetto e ci ho lavorato tanto nel mio tempo libero. Poi ho ricevuto la lettera. Mi sono detto: 'Va bene... me lo aspettavo. Forse è perché un vero remake di Bloodborne è effettivamente in sviluppo, con Bluepoint alla guida?'", ha scritto Foulquier, mostrando la delusione per la piega degli eventi.
La chiusura di Bluepoint, acquisito da Sony nel 2021, coinvolge circa 70 dipendenti e segna la fine di uno studio con un track record impeccabile: mai sotto l'80 su Metacritic. Sony non ha mai confermato pubblicamente lavori su Bloodborne, né patch per 60fps né porting PC. Le speculazioni su un remake erano alimentate dal silenzio della multinazionale e dalle azioni legali contro progetti amatoriali, come i numerosi DMCA emessi negli ultimi anni.
Ora, con Bluepoint fuori dai giochi, le speranze di rivedere Yharnam in 4K svaniscono. Foulquier non risparmia critiche: "Perché stai prendendo decisioni così assurde, Sony? Chiudere uno studio così talentuoso mentre non state nemmeno realizzando un remake di Bloodborne e, per di più, inviare diffide a piccoli progetti dei fan? Fate sul serio?". La mossa si inserisce in una strategia più ampia di Sony, segnata da cancellazioni di live service come Concord e riorganizzazioni interne.
Il 2026, undicesimo anniversario di Bloodborne, non porterà annunci. Affidare il progetto a un altro team richiederebbe un lavoro da zero, senza l'expertise unica di Bluepoint nel preservare l'essenza gotica e il gameplay spietato originale.
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