Shadow of the Tomb Raider
Una trilogia importante per gli amanti di Lara Croft quella realizzata da Crystal Dynamics, che ha avuto il merito di riscuotere sempre grandi consensi. La storia di Lara narrata nei precedenti due capitoli ha stupito per profondità, accostandosi però anche ad un livello tecnico sublime che ha reso l'esperienza di gioco estremamente godibile. Questo terzo capitolo parte così con grandissime premesse, che non vengono disattese per quanto riguarda la trama, ma che un po' fanno storcere la bocca quando si osserva l'impatto grafico e quello del gameplay. La storia, come in ogni capitolo, si presenta forte ed estremamente interessante, accostandosi stavolta alla mitologia delle civiltà precolombiane. La lotta contro la Trinità è quindi sempre forte, tangibile, fatta di scontri a volte davvero epici, con mitragliatori e altro ancora. Ma no, lo sappiamo, ogni fan di Lara sa che l'arma prediletta della Croft è un'altra: l'arco. Anche in questo capitolo abbiamo possesso di tale arma, e come in quello precedente sarà vitale per sbloccare alcuni enigmi. Ricordate, ad esempio, la freccia con la corda collegata? Torna in grande spolvere, insieme a molte delle altre possibilità. L'inserimento dei molti collezionabili, ma soprattutto della modalità in cui essi sono sbloccabili, ricorda moltissimo Uncharted 4, a cui il gioco sembra tendere davvero moltissimo in ben più di un solo aspetto. I ragazzi di Crystal Dynamics, infatti, si sono ispirati moltissimo alla creazione della Naughty Dog, e ciò lo si può vedere sin dalle prime battute. Dato il grande successo degli Uncharted, ed il loro non essere poi così differenti nel contenuto, ha reso questa associazione quasi banale.
Bienvenido a México
Come scritto nella parte iniziale della recensione, la trama di questo capitolo conclusivo si mostra forte quanto quelle precedenti. La formula vincente è probabilmente essersi discostati dalla banalità che ammorbava i giochi del genere "caccia al tesoro", andando a non rendere più centrale la ricerca di un solo artefatto, ma di ricamarci attorno storie e molto altro da poter, e volere, raggiungere. Anche l'ambientazione iniziale ricorda moltissimo Uncharted: l'eredità perduta, con un Messico che viene tratteggiato in ogni sua accezione, anche quella più antica.
A differenza degli altri capitoli, Shadow of The Romb Raider (SOTR) permette al giocatore di avvicinarsi più empaticamente al personaggio di Lara. Lara è cresciuta interiormente e, sebbene il ricordo del padre continui ad essere il punto centrale di ogni suo pensiero, inizia finalmente a mostrare esteriormente le sue sicurezze. Da individuo senza paura Lara si trasforma finalmente in donna. Emergono le emozioni, le sensazioni, e molto altro ancora, nonostante in una forma purtroppo ancora fin troppo acerba. Non aiuta in questo l'aiutante di Lara, Jonah (che ha fatto la sua entrata già dal 2013), che per quanto possa essere utile alla causa, nei dialoghi appare sempre e comunque troppo lapidario. I dialoghi tra Lara e Jonah sono poco più che monosillabi privi di enfasi, che non aiutano di certo né ad indagare meglio la Craft, né ad apprezzare maggiormente un personaggio (quello di Jonah), che sarebbe potuto essere un altro fiore all'occhiello della saga.
La trama, senza trattarla per non spoilerare neanche un minimo aspetto, si può comunque suddividere in due tronconi: il primo, che è una ricerca delle motivazioni ed una spiegazione ampia del perché ci si trovi in quel luogo, ed una seconda che invece diventa una mera e cruda caccia all'artefatto. Il passaggio da una tomba all'altra avviene in maniera quasi spasmodica, senza molta introspezione, dando un senso di "forzatura" che non fa di certo bene ad un'avventura che mira, invece, ad immergere il giocatore in un mondo tanto ricco di sfaccettature quanto meraviglioso.
Enigmi ambientali e collezionabili
La punta di diamante del titolo continua ad essere l'esplorazione delle tombe e, più in generale, gli enigmi a volte estremamente complessi che ci vengono contro, a sbarrarci la strada verso una facile conclusione della storia.
I collezionabili rispetto ai precedenti capitoli sono aumentati esponenzialmente, il che senza dubbio potrebbe far storcere il naso; personalmente, però, ho apprezzato il fatto che siano aumentati, andando ad aumentare la longevità del titolo e portare ad esplorare anche i minimi anfratti di ogni tomba, o comunque di ogni luogo esplorabile. Anche perché, a differenza di molti altri titoli, SOTR permette di trovare in gioco alcune pergamene apposite che, una volta scovate, vanno a far segnare sulla mappa di gioco una porzione con all'interno tutti i collezionabili presenti, inclusi quelli presi e quelli non trovati. La caccia ai vari tesori è così molto più semplice, e non richiede al giocatore lunghe sessioni alla ricerca dei collezionabili nascosti, così come neanche di aprire youtube per trovare quelli meno visibili. Tutto si può fare facilmente all'interno del gioco.
I collezionabili non sono però le uniche cose che si possono raccogliere all'interno del gioco. Come nel precedente capitolo, è possibile interagire con alcuni aspetti del gioco, tra cui tronchi di albero, casse scoperte, bauli incustoditi e molto altro ancora. Ogni forma con la quale si interagisce permette al giocatore di ottenere degli oggetti, in particolare strumenti utili per craftare frecce, bombe, e molto altro ancora. Ma, ancora di più, migliorare l'equipaggiamento in nostro possesso per essere ancora più efficaci, specialmente negli scontri che ci vedranno contrapposti alla ormai nota, ma temibile, Trinità.
Tecnicamente parlando...
Il gioco, da un punto di vista tecnico, si può affrontare e suvvidere in due scaglioni. Da una parte la fluidità, che di certo non manca, dall'altra un aspetto grafico che non sempre sembra essere all'altezza della portata del titolo. La fluidità come detto è un elemento imprenscindibile in un gioco d'avventura, difatti Shadow of the tomb raider non manca di mantenere gli fps stabili anche nei momenti più concitati, permettendo una esperienza di gioco lodevole e, a differenza di molti altri titoli, gratificante. Da un punto di vista grafico, non assistiamo certo ad un downgrade, ma neanche ad uno di quei miglioramenti che invece ci saremmo aspettati. Il gioco mantiene la veste grafica del precedente capitolo, senza molte innovazioni. I tempi però cambiano velocemente, soprattutto se si parla di grafica, al punto che anche solo l'aspetto esteriore di Lara dà un senso di "superato". Con questo non intendo dire che la grafica sia brutta, anzi, il titolo si mantiene su standard sufficientemente alti, ma non sufficienti (a mio avviso) per un titolo come quello di SOTR.
⚖️ Pro e Contro Dettagliati
✅ Aspetti Positivi
- Conclude una serie più che positiva
- La trama è solida e coinvolgente
- Combattimenti ben fatti e fase stealth strutturata con intelligenza
- Enigmi ambientali complessi
- Gran presenza di collezionabili che aumentano la longevità del titolo e garantiscono l'esplorazione
❌ Aspetti Negativi
- Graficamente si mantiene sui livelli del predecessore
- Tirando le somme la caratterizzazione di Lara e Jonah è pressoché nulla
- Alcuni aspetti del gameplay non riescono a convincere totalmente