Microsoft starebbe valutando l'introduzione di opzioni personalizzate per Xbox Game Pass, permettendo agli utenti di assemblare il proprio piano in base alle esigenze specifiche. L'indiscrezione arriva da analisi di codice e leak emersi di recente, che suggeriscono una maggiore flessibilità nel servizio.
Al momento, Game Pass offre piani fissi come Core, Standard, PC e Ultimate, con prezzi che variano da circa 10 a 20 dollari mensili a seconda delle piattaforme e dei benefit inclusi, tra cui accesso a centinaia di titoli, day-one per i nuovi giochi e streaming via cloud. La novità riguarderebbe la possibilità di modulare i componenti: gli abbonati potrebbero escludere elementi come Xbox Cloud Gaming o il pacchetto Fortnite Crew per ridurre il costo, o aggiungere extra mirati. Questo approccio mirerebbe a rendere il servizio più accessibile e adattabile, rispondendo alle critiche sui prezzi elevati dopo il lancio di alcuni titoli esclusivi.
Tra le scoperte dei dataminer spicca anche un piano con nome in codice Duet, che integrerebbe i vantaggi gaming con un abbonamento Netflix, ampliando l'offerta oltre il puro videoludico. Tutti questi schemi prevedrebbero accesso mensile a Game Pass, con enfasi su durate limitate e flessibili.
"Il piano di Microsoft è rendere Xbox Game Pass un abbonamento più flessibile sul lungo termine." - Jez Corden, Windows Central
Questa evoluzione arriva in un contesto di aggiustamenti strategici: dopo il presunto impatto negativo di Call of Duty sul modello economico, analisti prevedevano riduzioni tariffarie. Non ci sono conferme ufficiali da Redmond, ma i riferimenti nel codice indicano test interni avanzati. La personalizzazione potrebbe influenzare il mercato degli abbonamenti, competendo con servizi come PlayStation Plus e spingendo verso modelli ibridi. Per ora, gli utenti restano ancorati ai piani tradizionali, con Ultimate a 19,99 dollari che domina per completezza, inclusi PC, console, cloud e perks esclusivi.
Se implementata, l'opzione su misura rappresenterebbe un passo verso la democratizzazione del servizio, permettendo di pagare solo per ciò che si usa realmente e potenzialmente fidelizzando una base più ampia di giocatori occasionali.