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Rockstar blocca missioni su GTA Online che ricreano l'omicidio di Charlie Kirk

"GTA Online continua a essere lo specchio deformante di internet, e questa volta l’immagine riflessa è tutto fuorché rassicurante."

Rockstar Games sta intervenendo con decisione su GTA Online per rimuovere missioni create dai giocatori che riproducono l'assassinio del commentatore politico statunitense Charlie Kirk. L'episodio, avvenuto a settembre 2025 durante un'apparizione pubblica in un college dello Utah, ha generato un'ondata di polemiche e reazioni controverse, spingendo parte della community videoludica a sfruttarne la memoria attraverso i nuovi strumenti di creazione contenuti introdotti dal publisher.Da dicembre 2025, GTA Online include feature avanzate per la realizzazione di missioni personalizzate, pensate come test per espansioni future, forse legate a GTA 6. Questi tool hanno permesso a alcuni utenti di ambientare scenari in zone simili a campus universitari, culminanti con l'eliminazione di un personaggio che richiama esplicitamente la vittima reale. Un esempio è la missione intitolata "We Are Charlie Kirk", diffusa tramite account come GTA 6Info su X il 12 gennaio, che ha attirato l'attenzione prima di essere cancellata.In risposta, Rockstar ha avviato una campagna sistematica di rimozioni, rendendo più ardua la condivisione di questi contenuti.

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Secondo osservatori, lo studio avrebbe inserito il nome "Charlie Kirk" nei filtri di censura interni del gioco, una misura non ufficialmente confermata ma supportata da evidenze indirette riportate dalla community. Questo ha innescato una sorta di inseguimento digitale, con i modder che tentano aggiramenti e Rockstar che interviene prontamente.Le ripercussioni non si limitano alle cancellazioni: circolano segnalazioni di ban inflitti a giocatori coinvolti nella creazione o nella fruizione di tali missioni, come evidenziato in video diffusi online. L'azione di Rockstar riflette la sensibilità del tema, un evento tragico che ha già provocato conseguenze per figure pubbliche esterne al gaming.La vicenda sottolinea le sfide della moderazione in ambienti user-generated come GTA Online, dove la libertà creativa incontra limiti etici e legali. Il publisher, noto per il suo approccio satirico, appare stavolta cauto nel gestire riferimenti a fatti reali così recenti e divisivi, evitando potenziali controversie più ampie.

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