Rise of the Tomb Raider è stato accolto positivamente come porting per la console Switch 2 di Nintendo, ottenendo un punteggio di 8 su 10 grazie alla sua capacità di offrire un'esperienza di gioco da console casalinga anche in modalità portatile. Tuttavia, gli sviluppatori di Aspyr si sono trovati di fronte a una sfida significativa nel tentativo di far girare il gioco a 60 fotogrammi al secondo sulla nuova console.
In un'intervista con Nintendo Everything, la production manager Anna Grant e il senior game producer Kay Gilmore hanno spiegato che raggiungere i 60fps avrebbe comportato "seri compromessi". Questi compromessi avrebbero potuto ridurre l'esperienza di gioco, in quanto il titolo richiede un uso intensivo della GPU, rendendo difficile mantenere un framerate elevato senza sacrificare la qualità visiva.
Aspyr ha cercato di rispondere alle richieste dei fan, che desideravano un miglioramento delle prestazioni rispetto alla versione Definitive Edition di Tomb Raider. Nonostante gli sforzi, sbloccare il framerate ha portato a problemi di "stuttering" e altre esperienze frustranti durante le sequenze d'azione più intense, compromettendo l'immersione nel gioco.
Facendo un bilancio, Aspyr ha probabilmente trovato un equilibrio, preferendo un framerate stabile di 30fps, piuttosto che rischiare di offrire un'esperienza di gioco incoerente con un tentativo di 60fps non costante.