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L’aumento di prezzo di Xbox Game Pass: una strategia per compensare le mancate vendite di Call of Duty, secondo Bloomberg

Bloomberg analizza l’ultimo incremento di prezzo di Xbox Game Pass, collegandolo alla necessità da parte di Microsoft di gestire le perdite indirette causate dall’inserimento di Call of Duty nel catalogo dell’abbonamento. Secondo fonti citate, tra cui ex-dipendenti Xbox, la crescita degli iscritti non avrebbe eguagliato le aspettative, rendendo indispensabile un bilanciamento economico per compensare la riduzione delle vendite tradizionali.

Il caso esemplare riguarda Call of Duty: Black Ops 6, che, secondo stime interne, avrebbe prodotto circa 300 milioni di dollari di vendite potenziali perse dopo il suo debutto su Game Pass dal day one. Nonostante il ruolo di top seller del titolo in Nord America, Microsoft avrebbe rilevato che la conversione in nuovi abbonati non ha portato a una crescita sostenuta sufficiente.

L’aumento di prezzo, in particolare per la versione Ultimate di Xbox Game Pass, si configura così come risposta al calo di entrate, con l’obiettivo di mantenere in equilibrio il business e offrire comunque nuovi giochi in catalogo al lancio. Secondo Bloomberg, il boom iniziale di abbonamenti dovuto a Call of Duty—stimato intorno al +16%—non si è tradotto in sottoscrizioni stabili.

Questa politica, dunque, riflette la complessità di bilanciare valore aggiunto per gli utenti e profittabilità, soprattutto in presenza di titoli dal forte impatto commerciale, come Call of Duty.

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