AMP

Hideo Kojima teme la perdita della proprietà digitale: «Non avremo più accesso all'arte che amiamo»

"Eventualmente, anche i dati digitali non saranno più di proprietà degli individui di propria iniziativa," ha dichiarato Hideo Kojima in un recente post sui social media. Questa riflessione arriva in un momento in cui le preoccupazioni riguardo alla conservazione dei contenuti digitali sono in aumento.

Le dichiarazioni di Kojima riflettono una crescente ansia tra i giocatori e i creatori di contenuti digitali, specialmente dopo l'annuncio di Sony che entro il 2028 PlayStation potrebbe essere completamente digitale. Ciò solleva interrogativi su come i consumatori possano mantenere l'accesso ai loro giochi e opere d'arte preferiti in un futuro in cui la proprietà fisica potrebbe diventare obsoleta.

Il timore di Kojima è che, in caso di cambiamenti significativi o crisi globali, l'accesso ai contenuti digitali possa essere improvvisamente interrotto. Questo scenario è già una realtà per alcuni, come testimoniato dal movimento Stop Killing Games, che ha cercato di promuovere cambiamenti normativi per garantire la disponibilità continua dei videogiochi. Tuttavia, il tentativo di influenzare la Commissione Europea non ha prodotto risultati concreti a causa dei diritti di proprietà intellettuale esistenti.

La questione della proprietà digitale va oltre i videogiochi. Kojima esprime preoccupazione per la possibilità che film, libri e musica possano essere rimossi dall'accesso pubblico senza preavviso. Questa non è una questione di avidità, sottolinea, ma di diritto degli individui di accedere liberamente all'arte che amano.

Le recenti vicende di titoli come "New World" di Amazon e "Destiny 2" di Bungie, che hanno visto la fine del supporto attivo nonostante le comunità di giocatori ancora presenti, sono esempi chiari di quanto la transizione verso il digitale possa essere instabile. Senza protezioni legali adeguate, il futuro della conservazione digitale rimane incerto.

🏠 Homepage 📄 Versione Originale